Articoli filtrati per data: Novembre 2019 - Sanca \ Sinistra Veneta

Perché vi chiediamo di votare SI alla separazione del comune in Venezia e Mestre.

 

Questa è una lettera Aperta per tutti i cittadini di Venezia e di Mestre in particolare, ma ma è rivolta anche a tutti coloro che vivono nella città Metropolitana.  

In Sanca non abbiamo la pretesa di avere le soluzioni in tasca e il nostro apporto alla discussione ha passato una enorme discussione interna sulla sua opportunità.

Tuttavia vi chiediamo di andare a votare domenica, e di votare per il SI.

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Tesseramento

 

Tèsserate a Sanca!

Parteciperai a un gruppo giovane che vuole cambiare il Veneto e renderlo un posto migliore!

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Pan di Spagna con crema Catalana

 

Di fronte ai risultati delle elezioni spagnole qualcuno parla di vittoria del PSOE. Ma è davvero così? Forse tra le fila dei "socialisti" spagnoli staranno tirando sospiri di sollievo, ma è un grave errore. Aver fatto scudo sul nazionalismo centralista è stata una mossa miope: può sembrare utile a ottenere un consenso immediato, ma non fa che dar forza e legittimare chi dell'ultranazionalismo fa il proprio nucleo ideologico.

Nel tentativo di mantenere consenso, infatti, il PSOE e tutta l'area moderata e progressista hanno adottato discutibili posizioni oltranziste.

Il PSOE si è barricato nell’illogica pretesa di governare con l’appoggio di Unidas Podemos senza concedere loro alcun rappresentante nel governo.(1) Nel frattempo UP ha continuato a disgregarsi per rivalità interne, nelle quali il confine tra reali divergenze politiche e meri bisticci personali è nebuloso.(2) Ciudadanos si è spento nel suo torpore politico. Questo è il cuore del problema spagnolo: l’assenza di dialogo e spirito di compromesso. Un atteggiamento che è sempre poco produttivo, ma che in un contesto politico frammentato come quello spagnolo si traduce in 4 elezioni in 4 anni,(3) segno di una democrazia in coma.

Questo stesso atteggiamento è quello che ha radicalizzato inutilmente gli scontri in Catalonia. Tutti i movimenti moderati e progressisti di Madrid si sono posti in contrasto con le istanze dei catalani, rifiutando qualsiasi apertura al dialogo che questi da anni stanno chiedendo di aprire.(4)(5) Tale intransigenza non è valsa loro che una generale perdita di consenso (nel caso del PSOE, 760'000 elettori in meno) e il trionfo delle destre, che vedono il PP rinvigorirsi e Vox fare incetta di voti.

Nel frattempo gli indipendentisti catalani ottengono il più alto numero di seggi a Madrid di sempre: 23. Anche nel resto della penisola qualcosa si muove, e i movimenti regionalisti registrano complessivamente una leggera crescita. Appare sempre più chiaro che i movimenti autonomisti sono oggi l'unico vero argine ai rigurgiti franchisti del paese. Il caso spagnolo offre una lezione importante per tutta l’Europa, compreso il Veneto. Il pensiero autonomista rappresenta il terreno fertile da cui la sinistra può ritrovare sostanza politica. Continuare ad inseguire l’estrema destra sul campo del nazionalismo centralista nell’illusione di arginarla non farà che darle forza. Come ricorda un noto aforisma: “mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza”.

Bibliografia

1. "La Spagna è ancora senza governo"

2. "In Spagna Podemos perde pezzi e mette in difficoltà il governo"

3. "Elezioni Spagna, oggi al voto per la quarta elezione in quattro anni: affluenza in calo"

4. "Referendum Catalogna, Oriol Junqueras:'Sì al dialogo, ma ora andiamo avanti'"

5. "Torra insiste en el diálogo y reprocha a Sánchez su 'Silencio y menosprecio'"

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