Una risposta ai Verdi

 

VEC ENG

Con grande rammarico assistiamo al comunicato della Federazione dei Verdi sul tema dell’Autonomia.

Con esso, il partito ecologista Italiano si colloca come unico partito dei Verdi Europei contrario al federalismo e al decentramento. Assieme a valori come la giustizia sociale, il femminismo, l'ambientalismo, la lotta per l’autogoverno è infatti tra i principi fondamentali della maggioranza dei partiti Verdi europei, come dimostra la loro collaborazione di lunga data con i movimenti regionalisti ed indipendentisti all’interno del gruppo parlamentare europeo Greens/EFA.

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Na risposta ai Verdi

 

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Co gran dispiasere rancuremo el comunicado de la Federasion de i Verdi su'l tema de l'Autonomia.

Co elo, el partìo ecologista italian el se mete come unego partio, de i Verdi Europei, contrario a'l federalismo e al desentramento. Insieme a valori come la zustisia sosial, el femenismo, l'anbientalismo, la lota par l'autogoverno la xe defati tra i prinsipi fondamentali de gran parte de i partii verdi europei, come che demostra le so colaborasion de longa data co i movimenti rejonalisti e indipendentisti a l'interno de'l grupo parlamentar europeo Greens/EFA.

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DECHISITU?

 

Storie de apartenensa, veneta e verta.

De chi situ? Una domanda che ha attraversato per secoli la società veneta. Per inquadrare l'individuo in una rete di relazioni. Per creare un tessuto sociale di fiducia storicamente centrato sulla famiglia. E la risposta non era mai, Son fiol de Zanatta ... de Scarpa ... de Schiavon, bensì Son dei Casetta, dei Fontanela, dei Campolongo, a seconda del soprannome del clan.

Oggi quel tessuto è attraversato da uno strappo. Tra l'individuo e la famiglia, la comunità, lo stato centrale. Un divario che l'Europa prometteva di colmare. Ma, nata sotto il segno federalista, l'Europa delle regioni e dei popoli, oggi assiste febbricitante al risorgere di quei nazionalismi ottocenteschi, ormai decotti, che si proponeva di sciogliere in una nuova identità europea. E invece, si rialzano i vessilli degli stati nazione e si ricentralizzano le narrazioni.

Il dibattito si è cristallizzato nello scontro tra Ius Sanguinis e Ius Soli. Ma forse c'è una terza strada. Forse quella dello Ius Voluntatis, una appartenenza volontaria, aperta e inclusiva. Nelle parole di Michela Murgia: "Io non la scelgo la terra sulla quale nasco, o il sangue di chi mi ha generato, ma voglio una dimensione di scelta nella mia appartenenza. Sono la somma di molte identità, ma c'è una dimensione nella quale posso fare la differenza: la volontà. A chi appartengo? Qual'è la mia comunità di destino, a prescindere da quella del suolo o a quella del sangue? Posso decidere di appartenere a quel popolo, di appartenere a quei destini collettivi, invece che a quelli del mio sangue o a quelli della mia terra? Su cosa si basa la cittadinanza del futuro?"

Proveremo a capirlo a partire dalle storie, perché dove c'è una storia c'è un senso. E una direzione. Da esplorare.  

Chiederemo De chi situ? a Thiam Massamba, coneglianese e portavoce della comunità dei senegalesi della Casamance che, dopo anni di lavoro operaio alla Zanussi, ritornano a casa da imprenditori. Portandovi un certo modo di fare impresa. Lasciando in Veneto pezzi di cuore e di famiglia, seconde generazioni di veneti dalla pelle ebano.

Chiederemo De chi situ? a Nicola Atalmi, della CGIL di Treviso. Da sempre impegnato prima in politica, ora nel sindacato. Con lui proveremo a risolvere l'indovinello: Che cosa hanno in comune un veneto e un marxista? L'insana passione per il lavoro ... 

Chiederemo De chi situ? ad Alberto Toso Fei, scrittore veneziano, che ci racconterà di storia e storie Veneziane. Narrazioni meticcie tra terra e acqua, di donne e uomini in fuga dai barbari, dalle persecuzioni, dalla pesantezza dei feudi e degli imperi.

E tu? Ti invitiamo a partecipare a questo viaggio di ricerca. Forse non troveremo una risposta. Ma di sicuro daremo nuovo senso a una domanda: E ti, de chi situ

 

 

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L'appuntamento è il 01 dicembre 2018.

Ore 15.00 a Venezia

Presso Palazzo Veneziano

Venite! :)

 
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Un resconto da Aiacciu

Ho avuto l’onore di essere il delegato di Sanca Veneta all’assemblea generale di EFA (European Free Alliance) e la sua organizzazione giovanile (EFAy) ad Aiacciu, in Corsica. Di ritorno verso casa voglio darvi a caldo (non proprio, considerata la temperatura dell’aeroporto) un mio personale resoconto di questa fantastica esperienza.

Sono stati quattro giorni di politica nel senso più alto del termine. Delegazioni da decine di nazioni senza stato, dalle isole Åland all’Andalucia passando per la Slesia, si sono riunite per discutere il futuro dell’autodeterminazione in Europa. Hanno raccontato degli sviluppi recenti nelle proprie comunità e partecipato a diversi dibattiti su molti temi: dai diritti umani dei prigionieri politici in Europa alla promozione di lingue “locali” e bilinguismo nei nostri sistemi educativi.

L'atmosfera rilassata e la cordialità dei partecipanti mi ha fatto capire quanto EFA, nel suo complesso, assomigli a una famiglia. Una famiglia di nazioni solidali l'una con l'altra nella battaglia per un'Europa delle comunità e della diversità. 

La cosa forse più importante di queste giornate sono stati gli incontri e le conoscenzeche abbiamo fatto, che resteranno nella mia testa a lungo. Ci servono per ricordarci quanto la nostra causa sia giusta e condivisa. L’incontro con tutte queste nuove realtà non può che arricchirci e portarci a nuove conclusioni.

Ho infatti realizzato, ora più che mai, quanto Sanca abbia da imparare da queste altre realtà europee. D’altra parte pero, ho notato come gli ideali che ci animano siano condivisi da popoli, culture e comunità diverse del nostro continente. Personalmente, è stato una boccata di aria fresca, da un ambiente e atmosfera in Veneto che tende a soffocare l’entusiasmo.

Tra le tante riunioni, dibattiti e conversazioni, l’assemblea di EFAy ha anche votato, unanimemente, l'ammissione di Sanca Veneta come membro osservatore di questa associazione. Una decisione che ci rende felici e orgogliosi e che ripaga i tanti sacrifici di questi anni per dedicarci ad un progetto ben preciso: dare una nuova voce all’indipendentismo Veneto. Come ho avuto modo di dire all’assemblea, mi sono reso conto che Sanca Veneta non e’ non può essere solo un movimento politico, ma piuttosto un esercizio intellettuale per ridefinire l’identita e la cultura politica veneta.

E dopo queste giornate, sono, e siamo, ancora più convinti del nostro obbiettivo: costruire la vera alternativa per il Veneto. Un’alternativa indipendentista e progressista.

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