# 903 - PER LO SVILUPPO DELLA CULTURA TRADIZIONALE

 

In Veneto esiste un prezioso patrimonio di teatro, danza, musica, arti e gioco tradizionale.

Questo patrimonio è pressoché sconosciuto ai più, sostenuto e trasmesso solo dal coraggioso lavoro di alcune associazioni di cittadini.

Crediamo che sarebbe necessario promuovere e sostenere tali forme espressive, che possono rivelarsi eccezionale strumento di integrazione, riscoperta del nostro territorio e motivo di rafforzamento delle nostre comunità. Crediamo che un primo obiettivo potrebbe essere quello di offrire ai cittadini, almeno nelle città di maggiori dimensioni, una stagione di teatro in lingua veneta e che racconti la cultura veneta; dei corsi di musica e danza tradizionale; degli spazi riservati al gioco e agli sport della cultura veneta ma anche alle arti di cultura popolare.

Crediamo che questo obbiettivo, da realizzare a partire dal lavoro già fatto da istituzioni come l'Accademia del teatro in lingua veneta, potrebbe venir realizzato in parte seguendo il modello di successo proposto e seguito da Siamsa Tire - Irish National Folk Theatre, che oltre a proporre produzioni teatrali di qualità relative alla cultura tradizionale irlandese, è divenuto negli anni centro di studio e diffusione della cultura tradizionale in senso ampio.

 
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Lengua a Scola: se se vol, se pol!

Lingua e cultura veneta a scuola? Volendo si può! Ovvero: sfatiamo un mito.

Solitamente, quando partecipiamo ad una discussione in un social network di argomento venetista, inevitabilmente incappiamo in frasi tipo "si dovrebbe insegnare la lingua veneta a scuola" oppure "no i ne insegna la nostra Storia!". Sicuramente c’è del vero in questo, dal momento che per anni parlare in veneto a scuola era considerato da bifolchi e venivi aspramente ripreso, ma questo avveniva in un passato più o meno recente.

Se andiamo a guardare la realtà attuale le cose stanno cambiando. In positivo, naturalmente.

Se diamo un'occhiata al sito internet dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, troviamo che, ogni anno, a partire dal 2010, viene bandito un concorso, rivolto a tutte le scuole di ogni ordine e grado, denominato Tutela, Valorizzazione e Promozione del patrimonio linguistico e culturale del Veneto.

Tale concorso premia la realizzazione di percorsi didattici relativi a tre ambiti: lingua veneta, territorio regionale, leggende e misteri del Veneto. Indetta in accordo con l’Assessorato Regionale all’Identità Veneta e l’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia), l’iniziativa è realizzata in attuazione della delibera della Giunta Regionale del 12.08.2013, come previsto dalla Legge Regionale 13.04.2007 n. 8 che, tra l’altro, istituisce anche la Festa del Popolo Veneto per il giorno 25 marzo, data della fondazione di Venezia secondo la leggenda. Il bando si pone quindi quale valido strumento di supporto alle attività didattiche tese alla valorizzazione dell’identità culturale veneta, nell’ottica di una riscoperta, da parte dei giovani, delle proprie tradizioni e della propria storia, al fine di consolidare l’idea di appartenenza ad una comunità territoriale.

Da notare che l’edizione 2014, relativamente alla sezione teatro, è stata vinta nientemeno che da una scuola istriana!

Abbiamo poi due corsi di aggiornamento per insegnanti tenutisi negli anni scolastici 2008/2009 (incentrato sul teatro veneto) e 2009/2010 (paesaggi letterari del Veneto) inseriti nel progetto Percorsi in lingua veneta frutto di accordo fra la Regione e l'Ufficio Scolastico Regionale del Veneto e in collaborazione con il C.T.S.I. - Coordinamento Teatri Stabili di Innovazione del Veneto, composto dalla Fondazione AIDA di Verona, dal Gruppo Alcuni di Treviso e da La Piccionaia - I Carrara di Vicenza. Vi sono quindi diverse scuole sensibili alla lingua e cultura veneta, come dimostrano le numerose partecipazioni al concorso. Ma vi sono anche altre iniziative, non molto pubblicizzate, frutto di singoli insegnanti o singole scuole.

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Personalmente, essendone stato promotore e responsabile, citerò i laboratori (ad integrazione dell’offerta scolastica) tenuti dal sottoscritto alla scuola media di Sant’Angelo di Piove di Sacco nell’anno scolastico 2009/2010, in quella di Borgoricco nel 2011/2012 e di Ponte di Brenta nel 2013/2014. Si è trattato di mettere in piedi delle commedie in lingua veneta (Le elezioni comunali in villa di Domenico Pittarini, El mas'cio: processo, morte e resuression di Danilo Dal maso e Dionisio da Montecio, In Pretura di Giuseppe Ottolenghi, quest’ultimo tradotto in veneto dal sottoscritto) ad opera di ragazzini delle medie anche alla loro prima esperienza teatrale e soprattutto non abituati ad usare il veneto quale lingua comunicativa.

Addirittura, buona prova è stata data da alunni non veneti. Nella scuola media di Sant’Angelo di Piove di Sacco è stato anche realizzato un laboratorio pomeridiano incentrato sulla lingua e sulla cultura veneta (storia, letteratura, tradizioni). L’impressione che ho avuto personalmente è quella di ragazzi che ormai non usano più il veneto quale forma espressiva nemmeno fra di loro e ormai sempre meno anche nelle zone di campagna.

Ho visto anche lo sgomento verso l’utilizzo di una lingua considerata inferiore all’italiano, dato che, come qualche ragazzo ha detto espressamente se la usi, sei un contadino. Ben vengano quindi iniziative come quelle della Regione Veneto ma, a parer nostro, ci sembrano la classica goccia nel mare. Lasciate alla sola buona volontà di alcuni insegnanti (in alcune scuole primarie vengono spesso tirate fuori filastrocche in lingua veneta) ci sembra che non possano fare presa più di tanto per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale e linguistico.

Riteniamo quindi che la Regione Veneto dovrebbe intervenire in maniera più decisa, magari attraverso l’insegnamento curricolare della lingua veneta. Un argomento, con delle proposte specifiche, lo avevamo già lanciato in un articolo del maggio dello scorso anno. 

Daniele Rampazzo

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