Referendum: vittoria dei veneti!

 

I risultati di oggi dimostrano che quella dell'autonomia sia una causa che accomuna la stragrande maggioranza dei veneti. Non gli elettori di un partito, ma dell'intera Comunità Veneta

Il successo di oggi è stato possibile solamente grazie a tanti elettori progressisti che, sebbene lontani dall'attuale governo regionale, hanno scelto di votare per l'autonomia ribellandosi ai diktat dei partiti di centro sinistra italiano.

Sanca, suo malgrado, è stata l'unica realtà progressista inequivocabilmente a favore del referendum e dell'Autogoverno. Tuttavia, il nostro lavoro comincia oggi. Nei prossimi mesi ci aspetta una missione fondamentale: rappresentare la voce di questi cittadini.

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Cara Sinistra Veneta

 

La verità è che questo referendum dovevamo proporlo noi.

Non sono parole nostre, ma di un [amico prima di tutto] dirigente veneto di un partito di sinistra.

Quando analizziamo il concetto di Autogoverno, ci soffermiamo sul fatto che le rivendicazioni localiste devono essere sostenute dai movimenti progressisti, sia nelle istanze identitarie, sia in quelle amministrative, poiché si tratta di richieste di tutela e di opportunità per le comunità di agire attivamente sulle politiche del proprio territorio: niente che richiami la destra, nemmeno a volerlo.

Cosa succede invece alla sinistra Veneta?

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Televisione veneta o morte italiana?

Il 23 Maggio Roberto Ciambetti ha incontrato le rappresentanze sindacali della Rai del Veneto. Il motivo è semplice: la nuova convenzione Stato-Rai approvata dal governo nello scorso marzo porta con se un tentativo di ridimensionare l'operatività delle sedi decentrate del servizio radiotelevisivo pubblico. Questo è solo l'ultimo atto di una politica che ha duramente colpito la sede rai di palazzo Labia. Gli organici sono andati assottigliandosi, non sono stati sostituiti coloro che sono andati in pensione ed il ramo veneto della Rai rischia progressivamente di essere privato di autonomia operativa oltre che finanziaria.
 
Crediamo comunque che, seppure un passo molto importante per dare voce alla realtà e alle identità locali, il terzo canale e le redazioni giornalistiche regionali fossero assolutamente insufficienti ad un servizio giornalistico dignitoso per la nostra terra. Soprattutto quando comparato con l'esperienza catalana TV3 e gallese S4C (che seguono due modelli piuttosto diversi) ci rendiamo conto dell'assoluta insufficienza dell'esperimento italiano.
 
Crediamo che i vertici politici veneti, invece che fermarsi ad una sterile indignazione per come la Rai tratta le strutture ed i dipendenti di palazzo Labia, dovrebbero riprendere quanto iniziato all'aprirsi degli anni 2000, quando la regione aveva mandato alcuni delegati in Catalogna a studiare la locale televisione pubblica al fine di costruire un modello simile in Veneto. Crediamo che, anche nell'ottica di salvare le risorse e l'esperienza maturata dai dipendenti di Palazzo Labia, sia arrivato il momento di riprendere in mano tale progetto e di cominciare a costruire, approfittando dei mattoni già posti, una televisione che segua il modello pubblico (anche in collaborazione con la Rai) o quello di un consorzio pubblico-privato in cui vengano valorizzate anche le competenze e le strutture già presenti nelle televisioni private venete.
 
Tale progetto sarebbe di centrale importanza anche per permettere ai cittadini di seguire e controllare la politica Veneta, contribuendo alla costruzione di un opinione pubblica, e nella promozione della cultura e della lingua veneta che troverebbe nella televisione uno strumento prezioso. Inoltre permetterebbe di valorizzare il settore creativo e della comunicazione, un settore in crescita anche in Veneto. Ogni anno dalle università e dalle accademie Venete escono giovani molto preparati in questi campi, che cercano uno spazio ove sviluppare le proprie potenzialità.Troppo spesso però sono costretti ad andare via per la mancanza di opportunità o per le proposte di lavoro poco stimolanti. Crediamo che uno strumento per far crescere il settore creativo e della comunicazione in Veneto sarebbe quello di costruire un network televisivo locale di qualità, che faccia informazione e produca contenuti.
 
 
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Il 25 Aprile in piazza, tra liberazione e San Marco

Sanca Veneta parteciperà alla manifestazione spontanea in Piazza San Marco il 25 Aprile, come ormai facciamo dalla nostra nascita. Per questo condanniamo fortemente i divieti e le minacce della questura di Venezia e gli attacchi da parte di esponenti politici contro questa giornata. Crediamo sia fondamentale ribadire come le due celebrazioni del 25 Aprile (San Marco e la liberazione) siano non solo compatibili, ma l'una necessaria all'altra e condannare l'ipocrisia di chi vorrebbe imporre ai veneti di scegliere quale delle due festeggiare.  

Pubblichiamo quindi una riflessione del nostro attivista GianPaolo Zampieri sulla questione. 

"Non prendiamoci in giro, sul 25 Aprile a Venezia si ammanta un enorme velo di finzione ed ipocrisia

Da una parte vi sono i “venetisti” che tutto hanno a cuore tranne la commemorazione del patrono di Venezia, per non parlare della liberazione; dall’altra vi sono le istituzioni pubbliche le quali, rendendosi conto della marea spontanea di indipendentisti, che anno dopo anno, in numero sempre maggiore, sta montando intorno a questa manifestazione cerca di arginare questo evento che non può più passare inosservato.

Si è passati difatti dalle poche decine di persone di qualche anno fa, manifestazioni che potevano essere classificate come meri esempi di folclore locale, alle centinaia se non migliaia degli ultimi due anni; e allora il fenomeno non lo si può più nascondere sotto al tappeto, da qui partono le reazioni che cercano di contrastare questo evento.

C’è chi vorrebbe vietare la manifestazione invocando un decreto prefettizio del 2009, il quale vieterebbe ogni forma di manifestazione politica all’interno di piazza San Marco. A questo punto i rappresentanti del Comune rispondono che non si tratterebbe di una manifestazione politica ma di una normale commemorazione del Santo Patrono della città, posizione più che legittima, a nessuno verrebbe in mente di vietare a Napoli la commemorazione di San Gennaro qualora cadesse in coincidenza con la festa della liberazione.

La verità è che non si può ridurre il 25 aprile a Venezia ad un unicum, se si vuole analizzare questo evento con lucidità e laicità, ci si deve rendere conto che vi sono diversi sentire intorno a questa data in Veneto. Si deve ammettere, in primis, che c’è a chi non va giù nelle istituzioni che ci sia qualcuno in Veneto a cui sta a cuore la commemorazione di San Marco, non tanto dal punto di vista religioso quanto più da quello politico di “orgoglio veneto”; non lo ammetteranno mai ma è così.

Poi tra la schiera dei “devoti” a San Marco ci sono da fare dei distinguo. Ci sono i cittadini di Venezia che vogliono in pieno diritto commemorare il loro Patrono; come detto prima, nessuno si sognerebbe di vietare a napoletani, milanesi, bolognesi etc. una simile cerimonia; e anche volendo, risulterebbe insensato ed illogico farlo.

Poi ci sono quelli provenienti dal resto della Regione che il 25 aprile si recano a Venezia con tanto di sciarpe e gonfaloni per gridare ad alta voce “io sono veneto e ne sono fiero” e tra questi, bisogna essere sinceri, molti non hanno alcuna velleità di ricordare la liberazione dal nazi-fascismo, ma tra questi c’è anche chi come me e i ragazzi di Sanca non capisce perché il 25 aprile debba ridursi a una scelta tra “venetismo” e antifascismo; noi il 25 aprile vogliamo essere in piazza San Marco per rivendicare il nostro “orgoglio veneto”, la nostra profonda identità civica e politica veneta e per affermare il nostro netto, chiaro e incondizionato antifascismo.

Il decreto prefettizio che vieta la manifestazione non fa altro che rimpolpare gli animi dei manifestanti e dare ancora più vigore alla marea crescente; la storia ci ha insegnato che le misure repressive non sono mai servite a tamponare i movimenti popolari. D’altronde non è la libertà di manifestare liberamente il proprio pensiero un diritto garantito dalla Costituzione italiana? E allora lasciateci manifestare, non deve essere necessariamente un assembramento di eversivi, vogliamo solo esprimere la nostra appartenenza veneta e chi ama il Veneto veramente non può che essere antifascista.

E se volete vietarla, vietatela; noi il 25 aprile saremo a Venezia, il 25 aprile è il nostro giorno."

GianPaolo Zampieri

 

Nel corso degli anni abbiamo prodotto diversi articoli riguardanti il 25 Aprile. Se volete approfondire il punto di vista sanchista, qui alcuni link utili:

La riflessione del 25 Aprile 2016 http://sancaveneta.org/index.php/blog/item/393-25-aprile-2016 

Partigiani venetisti http://www.sancaveneta.org/index.php/blog/item/290-partigiani-venetisti/290-partigiani-venetisti 

Resistere e liberare http://www.sancaveneta.org/index.php/blog/item/343-resistere-e-liberare/343-resistere-e-liberare 

Reliberassion http://www.sancaveneta.org/index.php/blog/item/294-reliberasion

 

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