Lettera Aperta alla Sinistra Veneta

Esiste davvero una Questione Veneta?

Il principale pensiero di Mussolini, era la costante preoccupazione che chi si contrapponeva alle sue idee di ordinamento, fosse messo nell'impossibilità di accedere agli strumenti democratici o, quand'anche vi fosse riuscito, che non fosse in grado di utilizzarli. Semplice ed efficace metodo per salvaguardare i propri interessi a scapito del popolo.

 

La sinistra, forse più di altri, conosce quali siano gli effetti che si riversano sulla collettività, ogni volta che qualcuno ne limita la libertà d'espressione.

In consiglio regionale del Veneto giace, da mesi, la PDL 342 sull'indizione di un Referendum, che propone di sottoporre agli elettori il quesito se il Veneto debba rimanere una Regione dello Stato Italiano o debba divenire uno Stato Indipendente.

Gli avvenimenti di questi ultimi giorni hanno impresso una spinta al tema come mai prima d'ora, benché sia giusto ricordare che richieste autonomiste, federaliste e indipendentiste siano presenti nel territorio veneto, sin dal primo dopoguerra.

La stragrande maggioranza dei consiglieri di PD, IDV, con l'eccezione del PRC, si è sinora espressa NON favorevole all'indizione di qualsivoglia referendum sul tema indipendentista, comportandosi come un marito pre 1960, che, di fronte al desiderio di separazione del coniuge, invocava la legge che non prevedeva il divorzio.

La consultazione Referendaria non può nemmeno essere sostituita dalle elezioni regionali 2015, dove si schierino partiti Pro e partiti Contro un Veneto Indipendente. Votare un partito, infatti, implica accettarne anche le linee economiche, sociali, le alleanze politiche e, soprattutto, le donne e gli uomini che se ne pongono alla guida, e quest'ultimi si sono dimostrati spesso inidonei della fiducia degli elettori, mentre l'espressione diretta dell'opinione dei cittadini su un quesito è sgombra da ogni colore, ordine di partito o vincolo d'alleanza, anche chi si astiene dalle normali elezioni vi può partecipare.

Se così non fosse, non avrebbe senso lo strumento referendario.

Non vi chiediamo di essere indipendentisti, ma di concorrere alla garanzia della democrazia: un appello che nasce a Sinistra e destinato alla Sinistra.

Ci ricongiungiamo, infine, all'apertura di questa lettera: esiste una Questione Veneta? Si, ahinoi, esiste.

E' una questione profonda che poggia su basi culturali, politiche ed economiche. Il pettine è giunto al nodo e non può più proseguire, senza che il nodo venga sciolto.

Vi preghiamo: fateci votare.

Contro i diritti alla libertà di un popolo, si esprimono solo i fascisti.

Matteo Visonà Dalla Pozza

Ultima modifica ilGiovedì, 13 Aprile 2017 21:13
Matteo Visonà Dalla Pozza

Bio
Laureato in Lingue e Letteratura Turca, vive a Venezia, lavora nel campo del Turismo e si occupa di tematiche Indipendentiste legate alla sinistra.

Ha particolare propensioni alla Linguistica e alla Grafica, benché non professioniste. Si è occupato di organizzazione sportiva e ha vissuto a Londra, Istanbul e Ankara.

Ama
Cani, Gatti, Galline, Storia, Arte, Venezia, Veneto, Grafica, Social Network.

Odia
Caccia, il Cinovenetismo, le cose Raffazzonate, il Razzismo.

Motto
No ghe xe Solusion sensa Liberasion!

Sito web: www.cp11a.com