Spinelli, Kohr, Schumacher, Heineken, Neirynck. Ovvero: Europa

Negli ultimi tempi si è fatto un gran parlare d'Europa, Euro si? Euro no? UE si, UE no?

Vorremmo dunque anche noi spendere qualche parola al riguardo e cercare di far emergere la nostra posizione.

Sicuramente siamo d'accordo con quanti dicono che la forma che l'Europa e l'Unione Europea hanno assunto negli ultimi anni e il modo con cui ha gestito e sta gestendo la crisi economica non è affatto all'altezza della storia di democrazia e solidarietà che il nostro continente ha alle sue spalle.

Sicuramente però riconosciamo nell'operato dell'UE dei meriti fondamentali che hanno contribuito a plasmare le vite di tutti noi. Molti di noi si sentono insieme Europei e Veneti, riconoscendo il patrimonio culturale e storico comune di cui quella veneta è una delle molteplici espressioni, questa consapevolezza, che ci da la forza di agire in maniera più forte e più significativa sullo scenario internazionale, anche come cittadini, non sarebbe possibile se non ci fossero stati dati tutti quegli strumenti importantissimi quali il trattato di Shenghen, il progetto erasmus e tante altre politiche comunitarie meno note che hanno contribuito ad arricchirci culturalmente ed economicamente.

Perciò pensiamo che più che spendere parole, per lo più a fini elettoralistici, sull'uscita dalla UE e dall'euro dovremmo spenderci come cittadini nel tentativo di costruire un Europa diversa.

 Sulla forma che un Europa diversa dovrebbe assumere abbiamo le idee molto chiare, sulla scorta di una lunghissima storia di pensiero politico che nasce durante la seconda guerra mondiale tra coloro che si opposero a fascismo e nazismo e che arriva fino a noi.

I primi che vorremmo ricordare sono Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, i due grandissimi militanti antifascisti che, mandati al confino nell'isola di Ventotene, scrivono il “Manifesto per l'Europa libera e unita” o “Manifesto di Ventotene”.

Scritto fra il 1941 e il 1943 il Manifesto costituisce il testo fondatore dell'impegno politico dei movimenti per l'unificazione federale dell'Europa. Redatto da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, frutto di intense discussioni fra gli esuli ed ispirato dagli scritti e dalle idee di Luigi Einaudi, il Manifesto indica chiaramente la sovranità statale assoluta come causa principale e strutturale della violenza dei conflitti internazionali.

Il problema che in primo luogo va risolto e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani. Il crollo della maggior parte degli stati del continente sotto il rullo compressore tedesco ha già accomunato la sorte dei popoli europei, che o tutti insieme soggiaceranno al dominio hitleriano, o tutti insieme entreranno, con la caduta di questo, in una crisi rivoluzionaria in cui non si troveranno irrigiditi e distinti in solide strutture statali. Gli spiriti sono già ora molto meglio disposti che in passato ad una riorganizzazione federale dell'Europa. La dura esperienza ha aperto gli occhi anche a chi non voleva vedere ed ha fatto maturare molte circostanze favorevoli al nostro ideale.”

Finita la guerra ed intrapreso dunque il processo di costruzione di un Europa unita ci si rende conto però da più parti che gli stati nazionali sovrani non hanno alcuna voglia di restituire il potere ai cittadini in un ambito Europeo e dunque viene intrapresa la strada di una comunità che poi diventerà l'UE che è quasi esclusivamente una comunità di stati (diplomazia) e quasi per niente una comunità di cittadini (democrazia).

Ci si accorge anche, da più parti, che gli stati europei sono troppo grandi per l'Europa e troppo piccoli per il mondo (Come aveva notato Kissinger relativamente alla “Povera vecchia Germania”).

Leopold Kohr, pubblica nel 1957 “The Breakdown of Nations.”, libro che sviluppa la sua teoria sulla dimensione ottimale dei corpi politici: Sembra esserci una sola causa dietro a tutte le forme di miseria sociale: la grandezza” “Qualsiasi cosa sia sbagliata, è perché è troppo grande.”

Le sue idee vengono seguite non solo in campo accademico, con il lavoro dell'economista tedesco Ernst Friedrich Schumacher e la sua opera “Piccolo è bello” pubblicata nel 1973, ma anche da alcune parti della società civile.

Nel 1981 nasce infatti EFA, gruppo e in seguito partito europeo, che raccogliendo gli appartenenti ai partiti autonomisti e indipendentisti di tutta Europa porta avanti con energia le idee di Kohr e Schumacher.

Queste idee conoscono tale diffusione e interesse che fin un imprenditore come Freddy Heineken, l'imprenditore danese che trasformò la sua birra in un marchio globale, scrive nel 1992 in collaborazione con due storici il pamphlet “The United States of Europe, A Eurotopia?”. Nella pubblicazione si discute riguardo a un progetto di Stati Uniti d'Europa federali, composti però da stati di minori dimensioni e più uniformi dal punto di vista linguistico ed etnico (ciò che mancava al lavoro di Kohr) nati dalla divisione degli stati Europei di dimensioni maggiori.

Ancora un contributo a questo progetto politico viene offerto nel 2012 da Jacques Neirynck durante il TEDx di Zurigo, nel quale interviene riguardo al futuro dell'Europa.

Ricapitolando. Un Europa dove il potere dei cittadini vale quanto il potere degli stati e dove i cittadini conservano comunque l'ultima parola. Dove gli stati sono di dimensioni umane e rispecchianti le componenti etniche e linguistiche del continente. Dove la vita delle persone vale di più dei profitti delle grandi corporation. Un Europa più democratica e meno diplomatica.

Un Europa diversa. Un Europa dei cittadini e dei popoli.

 

Giovanni Masarà

 

Ultima modifica ilGiovedì, 30 Ottobre 2014 01:17

Bio

Laureato in Filosofia presso l’università degli studi di Padova, studia Antropologia culturale ed Etnolinguistica a Ca’Foscari.

In passato Attivista in alcuni collettivi veronesi ha molto a cuore il rispetto dell’ambiente e del paesaggio e non sopporta le prevaricazioni.

Nel tempo rubato allo studio, balla danze popolari. Tra le altre si interessa particolarmente a quelle della tradizione Veneta.

Passioni

Viaggi, Lingue, Culture e danze popolari, la Montagna.

Luoghi

Vive tra Venezia e Verona, dove è cresciuto, in passato ha vissuto qualche anno a Padova.

Altro in questa categoria: « O de Franza ... 4 Novembre »