×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 440

Degrado!

Da più di qualche giorno, su social network, testate online e quotidiani, infuriano vive polemiche circa le recenti ordinanze sul decoro urbano emanate dal sindaco di Padova, Massimo Bitonci.

I fatti sono questi: come promesso in campagna elettorale, la nuova giunta a guida leghista decide di revisionare il regolamento di polizia municipale (già non propriamente liberale) approvando 32 nuove norme che toccano vari ambiti: si spazia dal divieto di consumare alcoolici al di fuori di locali e plateatici al divieto di appendere i celebri papiri universitari agli alberi, dal divieto di trasportare merce in grossi sacchi di plastica senza motivazione a quello di cogliere i fiori in area pubblica ecc.

 

In risposta a queste iniziative nasce un nutrito movimento di protesta capitanato (quantomeno mediaticamente) dalle associazioni studentesche universitarie, i cui membri vengono direttamente toccati dalle nuove disposizioni. Partono flash mob, comunicati di protesta e campagne di satira online quali quelle della pagina No al degrado, iniziative che culminano in un'affollata manifestazione avvenuta giovedì 11 settembre in Piazza delle Erbe: 300 persone si ritrovano per infrangere collettivamente le nuove norme nel segno di una grande e sarcastica Sagra del degrado.

Ciò premesso, si possono fare alcune considerazioni.

Al di là delle opinioni personali, è sotto gli occhi di molti come diverse zone di Padova (ma pensiamo anche a Mestre e ad altre realtà) siano percepite come poco sicure e trascurate: questo porta le stesse ad essere meno frequentate, in primis da soggetti deboli quali anziani o portatori di handicap.

La risposta dell'amministrazione appare eccessiva, se non inutilmente vessatoria: emanare leggi che reprimano allo stesso modo questuanti, senzatetto, universitari e raccoglitori di fiori ha più il sapore di una repressione fine a sé stessa e di una rivalsa politica sul classico elettorato di centro-sinistra piuttosto di quello di un'efficace azione a promozione della vivibilità.

Non sarebbe meglio imbastire progetti con le ONLUS per togliere i nullatenenti dalla strada piuttosto che equipararli a delinquenti comuni?

Non è meglio un centro città vivo e pulsante di gioventù piuttosto che un vuoto museo a cielo aperto i cui spazi notturni vengono occupati da gente di ogni tipo?

Non è però esente da critiche nemmeno il movimento di protesta: la scanzonata ridicolizzazione dell'operato del sindaco sembra infatti passare per la negazione delle questioni che affronta e lo slogan “siamo tutti degrado” trasmette chiaramente l'idea che in verità non vi sia alcun problema da risolvere, se non nell'immaginario di Bitonci.

Ma davvero non c'è alcun problema da risolvere?

Nel momento in cui si manifesta indistintamente a favore del laissez-faire in una città che si sente insicura si sta davvero manifestando a favore dei più deboli?  I sentimenti dell'elettore anziano o del negoziante stretto dalla crisi e dal commercio abusivo non meritano quantomeno un ascolto più profondo?

Il rispetto delle leggi è un principio fondamentale nato per tutelare il debole dall'arbitrio del potente, come sarebbe bello se ci battessimo tutti per avere leggi più giuste e ci battessimo ancor più perché siano sempre fatte rispettare?

Michele Bodo

Ultima modifica ilVenerdì, 24 Ottobre 2014 23:29
Altro in questa categoria: « Veneto Verde Canapa Famiglia è ... »