Vergogna? In evidenza

SEI ITALIANO... tu che ti proclami anche di sinistra pensa a quei partigiani col fazzoletto rosso che sono morti nelle montagne per l'Italia e vergognati.

Non avrei mai pensato di scrivere questo articolo, invece, qualche giorno fa ho riletto dei commenti su un vecchio post (ma mica antico ...) di un amico e le parole mi sono uscite senza troppe possibilità d'essere frenate.

Va in mona, siamo ancora a questi livelli.

Mio bisnonno ha fatto la prima guerra, quella Granda, e non contenti di averlo fatto diventare grigio di capelli a 21 anni, lo spedirono a farsi anche la seconda, che tanto più piccola non deve essere stata.

Sopravvisse ad entrambe, ma non deve essere stato troppo incline all'eroismo e mia madre mi racconta che le diceva sempre che la guerra è una brutta cosa e chi ti manda a coprirti di gloria lo fa spesso puntandoti una baionetta alle spalle.

Quando sento tirati in ballo i morti del Grappa, del Pasubio o della lotta per la Liberazione, mi viene in mente mio bisnonno e mi chiedo quanti soldati assomiglino più a lui, che agli eroi che la storiografia ci consegna negli abbecedari.

La domanda che mi pongo sempre in questi casi è come ne usciamo, se questa linea tardorisorgimentalista è la stessa che hanno usato Monarchia, Fascismo e Repubblica Italiana, arriverà mai il momento in cui ne potremo fare a meno?

Perché ammesso e non concesso che in un determinato momento storico i popoli - non i nobili, e manco tutti, come di fatto avvenne - preunitari abbiano sentito il prurito di conquistarsi ed annettersi, che valore diamo a quelli di prima, che con pari convinzione si son combattuti per restare indipendenti?

In buona sostanza, come possiamo non concedere a noi stessi il diritto di valutare i risultati dell'Unione, e cambiare idea, magari, stavolta, assennatamente, senza chiedere a nessuno di immolarsi per un nostro ideale, o tornaconto.

Se crediamo che i valori di Verità e Libertà siano assoluti, dobbiamo essere pronti a valutare con criterio la storia, distinguendola dalla propaganda, e concedere a tutti di pensare a formule alternative per il futuro.

Come disse il mio amico in chiusura della discussione, se non vi sentite Veneti, prima che Italiani, sono affari vostri. Io rivendico il diritto di dirlo, senza vergogna.

Ultima modifica ilVenerdì, 03 Aprile 2015 18:26
Matteo Visonà Dalla Pozza

Bio
Laureato in Lingue e Letteratura Turca, vive a Venezia, lavora nel campo del Turismo e si occupa di tematiche Indipendentiste legate alla sinistra.

Ha particolare propensioni alla Linguistica e alla Grafica, benché non professioniste. Si è occupato di organizzazione sportiva e ha vissuto a Londra, Istanbul e Ankara.

Ama
Cani, Gatti, Galline, Storia, Arte, Venezia, Veneto, Grafica, Social Network.

Odia
Caccia, il Cinovenetismo, le cose Raffazzonate, il Razzismo.

Motto
No ghe xe Solusion sensa Liberasion!

Sito web: www.cp11a.com
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