Martedì Tessuto Sociale - 7 Domande

 

Eccoci alla seconda puntata, se vi foste persi la prima date un'occhiata QUI.

Parliamo di perdita del tessuto della città, in termini numerici, di caratterizzazione sociale e ci completa dimenticanza di ciò che la città storicamente rappresenta ... ci ricordiamo che Orsoni festeggiò San Michele, patrono di Mestre e si dimenticò San Marco ... per dirne una leggera ;)

2- Una delle critiche che spesso vengono mosse alle precedenti amministrazioni è stata l'aver causato, o aver sottovalutato, la cosiddetta Svenetizzazione, ovvero la perdita di abitanti, di tessuto sociale e lo scollamento delle istituzioni con la storia della città. Quali sono le sue idee in merito?

Luigi Brugnaro

Senza i veneziani, Venezia perde il suo nucleo originale e rischia di spianare la strada alla cessione progressiva di tutte le proprie attività agli stranieri. Pur nella consapevolezza che il “meticciato di civiltà” è un processo ineludibile che chiede prima di tutto di essere governato, è necessario tornare ad investire sul recupero della residenzialità. In centro storico vanno riportati almeno 30.000 cittadini, ma lo si può fare solo riportando il lavoro perché nessuno torna a vivere a Venezia se poi deve affrontare lunghi spostamenti per andare a lavorare.

Felice Casson

La residenza è tra le prime priorità dell'amministrazione, nel senso di aiutare chi vuole restare a vivere in centro storico e in terraferma. Per prima cosa attraverso il censimento particolareggiato degli immobili pubblici e del loro uso, onde capire se nelle pieghe si possono trovare soluzioni a breve e medio termine. Una città senza i suoi abitanti è una città destinata a morire, e quindi a non perpetuarne la storia, guardando a certi istituti della Serenissima che erano all'avanguardia.

Gian Angelo Bellati

Critica giustissima. Ospitare e dare solidarietà non vuol dire perdere le proprie tradizioni e, soprattutto, la gente autoctona. Le amministrazioni precedenti ci hanno snaturato come popolazione veneziana e mestrina. Oggi stiamo perdendo anche i legami affettivi soprattutto con Venezia lagunare, dato che ulteriore conseguenza è la sua svendita ai capitali esteri o comunque non veneziani. In altre parole non ci sentiamo più a casa nostra!

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Francesca Zaccariotto

Credo che sia vero ma anche che sia un processo naturale. Le città nascono, vivono, si trasformano e , alle volte, per incapacità politiche possono anche arrivare a morire. Questa la condizione di Venezia. Una città che si apre al mondo e, inevitabilmente, ne subisce le “contaminazioni”. Una città che si spopola perché la politica ha confuso l’immagine del “turista” con quella del “cittadino”. Ne vede tanti ma la città muore. Dal punto di vista culturale il punto è quello del perché chi dovrebbe fare qualcosa per “integrare” chi arriva non fa nulla, anzi, quasi se ne vergogna. Una persona che dimentica o cancella o nasconde il suo passato non ha nessuna radice su cui fondare il suo futuro ma quando è una classe politica che elimina le radici o permette che muoiano allora la cosa è ben più grave si distrugge una civiltà. Io credo che in Veneto e soprattutto a Venezia dovrebbe essere prestata molta attenzione alla storia , alla lingua ( perché il veneto è una lingua) ma non come elemento di chiusura verso gli altri ma piuttosto come ricchezza culturale da trasferire agli altri. Veneziani non si è perché si nasce a Venezia O si abita a Venezia ( questi sono meri dati anagrafici), ma se si ha consapevolezza del “privilegio” avuto e con orgoglio si diventa portatori della sua storia, della sua cultura, dei suoi valori. Non dimentichiamo che Venezia è stata la Repubblica più longeva della storia, che mentre il mondo viveva di continue guerre la Repubblica cresceva e diventava potente con “le relazioni e i commerci”. Che la storia della Repubblica è una storia fatta di sviluppo economico e istituzioni uniche al mondo che potrebbero essere prese ad esempio ancora oggi. Se non altro in termini di moralità e onestà pubblica. Quanto allo spopolamento è la logica, naturale conseguenza della politica fondata solo sui soldi. Va da se che se per moti anni l’unico interesse del Comune è stato la “legge speciale” e per molti altri solo i soldi portati dai “turisti”, nessuna o scarsa attenzione poteva essere prestata alle esigenze dei cittadini. Fermare lo “spopolamento” e la “desertificazione”, inevitabile, data la migrazione dei giovani e il progressivo invecchiamento della popolazione residente è possibile ma solo riconoscendo a Venezia lo “statuto speciale”. Torniamo così alla risposta data alla prima domanda che permette di richiamare la“ fiscalità di vantaggio “ per i residenti e le attività di “vicinato”, (quelle strettamente legate alla residenzialità). Alla necessità di mettere in campo una politica “fiscale e di strutture “ in grado di attirare i giovani non solo per “dormire”, ma per lavorare e viverne la quotidianità. In assenza di “statuto speciale” ogni altra proposta costituisce una mera “chiacchiera” elettorale.

Davide Scano

Non risponde.

Camilla Seibezzi

Faccio fatica a capire cosa sia la "svenetizzazione" e in genere credo che molte parole sull'identità nascondano solo lo smarrimento che agisce sulle pratiche di soggettivazione contemporanea di fronte ai processi dell'economia globale. La Repubblica di Venezia per molti secoli ha rappresentato una realtà politica globale e il Veneziano si parlava come lingua diplomatica in molte corti e stati di Europa. La perdita di abitanti e lo scollamento del tessuto della città storica e di Mestre è il risultato della mancanza di una visione e strategia di lunga durata. Non è una memoria conservativa che ci può salvare da un declino secolare, ma solo una volontà propositiva e costante di aprire e investire al mondo. Alle generazioni di giovani ricercatori, artisti, artigiani e imprenditori a cui possiamo offrire qui una declinazione del vivere contemporaneo diverso da quello della gran parte delle più interessanti città europee, ma non per questo meno entusiasmante e intenso. Questo richiede un lavoro attento e sofisticato su tutte le fonti di finanziamento disponibili a livello europeo che possono essere - attraverso un lavoro di coordinamento che dovrebbe fare l'amministrazione comunale - impegnate per costruire e sviluppare ciò che la più avanzata ricerca e le più innovative tecnologie permettono di fare nell'ambito dei processi scientifici e culturali, ma anche del design, della moda, dell'arte. Ma pensiamo pure alle enormi potenzialità connesse ai prodotti agricoli e ittici della laguna. Alle possibilità insite nel ripensare alle grandi tradizioni del vetro, del lavoro artigianale legato alla navigazione, ma pure alla lavorazione dei tessuti. Vedo grandi possibilità in tutto questo, e sopratutto l'opportunità di ridisegnare in modo vitale la propria identità di cittadini di questa parte del mondo.

Alessandro Busetto

Non risponde.

Giampietro Pizzo

La perdita di abitanti (soprattutto nella Città d'acqua) è stata la conseguenza di un'amministrazione che per decenni non ha contrastato il prevalere di logiche speculative e di rendita.
Diritto alla casa e al lavoro sono due elementi fondamentali per mantenere viva la nostra Città, sia per Mestre che Venezia. Lavoro e residenza sono indispensabili per i giovani e per la nascita di nuovi nuclei famigliari. Servizi pubblici dignitosi sono necessari per chi - giovani, anziani e poveri - hanno bisogno di essere aiutati nei momenti più difficili e di maggiore fragilità. Le risorse pubbliche servono a questo. Le risorse pubbliche sono preziose e vanno tutelate contro chi ne ha fatto in questi anni bottino politico e fonte di corruzione. Questa è l'offesa più grande di chi in passato ha usato male il bene comune e ha fatto perdere fiducia nelle istituzioni. Noi vogliamo prima di tutto ricostruire un patto sociale a tutela di tutta la comunità cittadina. 

Francesco Mario d'Elia

Non risponde.

Ultima modifica ilMartedì, 23 Giugno 2015 00:53
Matteo Visonà Dalla Pozza

Bio
Laureato in Lingue e Letteratura Turca, vive a Venezia, lavora nel campo del Turismo e si occupa di tematiche Indipendentiste legate alla sinistra.

Ha particolare propensioni alla Linguistica e alla Grafica, benché non professioniste. Si è occupato di organizzazione sportiva e ha vissuto a Londra, Istanbul e Ankara.

Ama
Cani, Gatti, Galline, Storia, Arte, Venezia, Veneto, Grafica, Social Network.

Odia
Caccia, il Cinovenetismo, le cose Raffazzonate, il Razzismo.

Motto
No ghe xe Solusion sensa Liberasion!

Sito web: www.cp11a.com