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Basta cemento a Padova Ovest

 

Venerdì 1 maggio 2015 è apparso, sul “Mattino di Padova”, un trafiletto, è proprio il caso di dirlo, che annunciava la nascita di un nuovo, ennesimo, centro commerciale in quel di Padova città. Fin qui nulla di strano, a parte che non se ne sentiva assolutamente l’esigenza, ma qui si viene a colpire, cancellandoli, molte realtà locali e sociali quali, per esempio, una cooperativa che opera da 32 anni a favore di donne e uomini socialmente emarginati attraverso ospitalità residenziale in comunità ed inserimenti lavorativi.

 

Il 30 Aprile, infatti, il Consiglio Comunale di Padova ha approvato una variante urbanistica che permette di programmare l’insediamento di nuovi centri commerciali nella zona di Padova ovest. Si tratta dello spostamento della previsione urbanistica di un’area già localizzata a Padova est. Tra le aree prescelte per questa nuova zona commerciale c’è anche via Ticino dove sorgono importanti realtà associative quali il Centro ludico Mappaluna, vero punto di riferimento per le famiglie e i loro bambini, e il Gruppo Progetti Uomo, la cooperativa di cui sopra, legata al gruppo Abele di Don Luigi Ciotti e il centro sociale Pedro. Come ben conclude l’articolista del Mattino, “tutti sacrificati sull’altare di un altro inutile centro commerciale”.

Dopo il via libera alla cementificazione a danno del Parco IRIS, di cui avevamo parlato QUI, è chiaro l’intento politico della giunta leghista, guidata dal sindaco Massimo Bitonci. Basti tener conto che la precedente giunta di centro-sinistra, nel 2014, tramite l'allora sindaco reggente Ivo Rossi del Pd, aveva commissionato ad un pool di architetti un ambizioso progetto di massima con l'obiettivo di riqualificare l'intera zona, in parte recependo lo stimolo offerto dal piano guida approvato circa un anno prima dal Consiglio di Quartiere 2 Nord. In entrambi i progetti non vi era traccia di un centro commerciale come invece voluto ora dall'odierna giunta. 

Il Mattino da un'ampia idea di come la giunta comunale sia orientata allo sviluppo urbano. Mentre qui sotto trovate un'immagine dell'area interessata.

Si vuole colpire il centro sociale Pedro. Come ci dice Nicolò Rampazzo, 17 anni, attivista del Pedro, questo centro “non è solo le quattro mura di un vecchio stabile in via Ticino n 5 , occupato ormai da 28 anni. E’ un fortissimo punto di aggregazione da cui nasce l'input per una società diversa. In questi lunghissimi 28 anni abbiamo lottato a fianco dei migranti, degli studenti, dei precari ed ai più deboli, dimostrandovi che è possibile creare dal basso, un città aperta, solidale e democratica. Ve lo abbiamo dimostrato con le decine di progetti e di iniziative popolari, per esempio la scuola di italiano per migranti, le aule studio, gli sportelli ASC, la palestra popolare, le assemblee, i cineforum, le feste in piazza e quelle nel nostro centro sociale. Il cso Pedro non è solo un semplice centro sociale. il cso Pedro è un' idea, e le idee sono a prova di ruspa”. Tra i  progetti attivati dal Pedro ricordiamo “Liberala la parola” che prevede l’insegnamento della lingua italiana ai migranti che altrimenti non possono permettersi di studiare; “Artincantiere” che prevede delle rassegne teatrali all'interno dello spazio occupato, aperto a qualsiasi compagnia teatrale o artistica; tutti i sabati c'è il mercato degli agricoltori, in cui si vendono prodotti della zona coltivati secondo natura; quasi tutti i sabati sera ci sono serate a prezzi popolari con musica dal vivo; al Portello il Pedro ha poi creato, nel 2014, un’aula studio in cui si danno ripetizioni a basso prezzo e, nello stesso spazio, uno sportello in cui si aiutano le persone sotto sfratto o che hanno problemi con l’affitto. Infine, sempre nella zona Portello, il Pedro ha dato vita anche alla palestra “Galeano” in cui si tengono (naturalmente a prezzi molto popolari) corsi di boxe, muay thai, pizzica salentina, capoeira, fit dance e balli caraibici.

Una tra le vittime sacrificali sarà la cooperativa G.P.U., formata da persone impegnate in un’esperienza di solidarietà concreta per dare una risposta al problema del disadattamento giovanile, per cui tutte le attività organizzate e gestite, rientrano in un progetto di accoglienza che cerca di inserire nel mondo del lavoro, persone che non trovano sostegno altrove. Dall’Ottobre 1991 dispone anche di un’abitazione quale luogo di accoglienza e ospitalità per persone in fase di reinserimento sociale o che desiderano condividere un percorso di vita comunitaria. In via Ticino è presente con il mercatino dell’usato (particolarmente fornito il settore libri) attivo con servizio di sgombero di cantine e soffitte e raccolta di vestiario usato.

Tra le altre “vittime” della nuova colata di cemento, c’è anche il Giardino Fantasia, uno spazio verde di ben 7000 mq meta di famiglie e bambini. Una situazione che le associazioni di cittadini non hanno assolutamente ben accolto: «Sorprende e preoccupa i cittadini e i residenti dell'Ansa Borgomagno la notizia della possibile apertura di un parco commerciale sopra il parco Fantasia in via Ticino. Si tratta di un progetto calato dall'alto, senza un vero confronto con la cittadinanza». Così il portavoce del comitato "Miglio d'oro dell'Arcella", Andrea Rossi, in un altro articolo del Mattino di Padova, che conclude “un intervento isolato come la costruzione di un centro commerciale nell'area del Pedro, che comporterebbe la sottrazione di circa 7 mila metri quadrati di verde del giardino Fantasia, ci pare una colata di cemento priva di senso se realizzata in maniera scollegata e non armoniosa rispetto a un recupero del rione nel suo insieme».

Aggiungiamo anche, sempre parlando di iniziative che partono dai cittadini, che i residenti aderenti al comitato Ansa Borgomagno, affiancati da un gruppo di vari comitati di quartiere riuniti nella Rete Arcella viva, hanno raccolto negli ultimi mesi ben 750 firme a sostegno di una petizione contenente la richiesta all'amministrazione «di revocare la delibera in questione e aprire un confronto con assemblee pubbliche per raccogliere i pareri di residenti e commercianti della zona, per la progettazione di una reale riqualificazione di Ansa Borgomagno».

Proprio in questi ultimi giorni è giunta poi una sentenza del Tar del Veneto n. 766/2015 del 1 luglio scorso. Una sentenza inequivocabile che legittima la Regione ad intervenire per bloccare ogni ipotesi o iter di realizzazione di un nuovo centro commerciale in via Ticino, a Padova. E, a tal proposito, il vice capogruppo del PD in Consiglio regionale, Piero Ruzzante, sulla vicenda presenterà un’interrogazione.

Aggiungiamo infine anche la posizione di “Padova 2020”, movimento politico presente nel Consiglio Comunale cittadino con due consiglieri, molto attivo nei quartieri, attento alla gestione del territorio e alla qualità della vita dei suoi abitanti che, fin dall’inizio, ha sempre espresso contrarietà alla proposta e coinvolto la base in tal senso attivandosi con una campagna di raccolta firme (QUI i moduli) contro il progetto. Chi vuole può aderire alla loro campagna firmando il modulo e mettendosi in contatto con loro. C'è tempo fino a fine mese.

Sanca Veneta, da tempo attenta all’ambiente del nostro territorio (vedi per esempio le iniziative No Grandi Navi), condivide la viva preoccupazione all’ennesima cementizzazione calata dall’alto che esprime una chiara “sudditanza” della politica ai grandi interessi economici che mette in subordine le istanze dei residenti.

 
Ultima modifica ilSabato, 13 Agosto 2016 18:53