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No se poe Petenai!!!

Mi no diserbo a tera del me campo

Mi no sotero e sementi dea monsanto

Mi go rispeto dei so cicli naturai

Mi so che i gropi no se poe petenai

Herman Medrano

 

Prima di affrontare l'argomento evocato da Herman Medrano nella sua canzone: No se poe petenai, bisogna operare una importante chiarificazione lessicale che spesso viene trascurata anche dai media. Un importante differenza non molto chiara ai più è infatti quella che intercorre tra “organismo geneticamente modificato”(da qui OGM) e “organismo transgenico”. Ogni organismo le cui caratteristiche siano frutto di selezione artificiale potrebbe essere infatti  tranquillamente definito OGM essendo frutto di un processo di trasformazione guidata in maniera cosciente dall'uomo; un discorso completamente diverso è quello che riguarda invece gli organismi transgenici, organismi il cui DNA è stato modificato con tecniche di ingegneria genetica allo scopo di approntare miglioramenti o modifiche di una o più caratteristiche.

Nella accezione comune comunque si tende a utilizzare indifferentemente il termine organismo transgenico o OGM per indicare gli organismi modificati geneticamente trascurando le distinzioni tecniche.

Il punto di cui ci interessa discutere qui però è che questo tipo di manipolazione genetica e gli organismi che ne derivano creano un numero piuttosto elevato di problemi affatto trascurabili:

Rischi per la salute:

Di quelli che tratteremo, i rischi per la salute sono quelli forse meno certi; le ricerche infatti sull'utilizzo di prodotti GM nell'alimentazione richiedono infatti tempi molto lunghi e ancora ad oggi non si è potuta fare piena chiarezza sui possibili effetti nocivi. Nonostante ciò da più parti sono stati evidenziati diversi effetti negativi:

Nuove allergie: Manipolare geneticamente un organismo vuol dire passare ad esso una molecola di DNA che gli permette di produrre una proteina che prima non era in grado di fabbricare. Noi ci nutriamo da sempre di proteine, ma esse, come talvolta altre sostanze, possono essere "rifiutate" dal nostro organismo. Quando veniamo in contatto con certe molecole infatti, il nostro organismo reagisce in modo talvolta violento con quella che chiamiamo "reazione allergica" o allergia. I fautori degli alimenti GM sostengono che l’introduzione di cibi manipolati nella nostra dieta non può causare rischi di nuove allergie, e citano l’esempio dell'introduzione del gene di banana nel pomodoro, omettendo di precisare che – in questo caso - si tratta di cibi abitualmente consumati. L’ingegneria genetica, però, riguarda spesso geni, e dunque proteine, che non fanno parte del consumo alimentare tradizionale: i rischi non sono prevedibili se il gene "trapiantato", ad esempio nel grano con cui facciamo pane, pasta ecc., proviene da uno scorpione o da una petunia o da altri organismi finora mai utilizzati nell’alimentazione.

 Resistenza agli antibiotici: In Francia era stata autorizzata - e successivamente sospesa - la coltivazione di un mais transgenico della Novartis in cui era stato introdotto un gene resistente ad un antibiotico comune, l'ampicillina.

Questo gene viene definito "marcatore": permette di identificare le cellule in cui è riuscito il "trapianto" dei geni. Successivamente, il marcatore non svolge più alcuna funzione, ma la sua eliminazione sarebbe stata troppo costosa e difficile.

Gli antibiotici sono le uniche armi efficaci contro i batteri patogeni (che causano malattie), ma a causa dell’insorgenza di resistenza agli antibiotici queste armi sono sempre meno efficaci. D’altra parte, la ricerca scientifica ha serie difficoltà a trovare nuove molecole che siano efficaci e si stima che le malattie da ricovero legate alla resistenza agli antibiotici uccidano 10.000 persone all'anno. La resistenza agli antibiotici dipende dal fatto che, con l’uso eccessivo di questi medicinali negli ultimi anni, si selezionano (cioè sopravvivono) solo quei batteri che contengono i geni che permettono loro di resistere a questi "veleni". Il problema è che i batteri non solo possono scambiarsi tra loro questi geni, ma possono acquisirli anche da organismi superiori.

Numerosi studiosi temono che la diffusione di geni con resistenza agli antibiotici - tipici delle piante transgeniche - possano accelerare questo processo creando, così, nuovi batteri contro i quali gli antibiotici sono assolutamente impotenti.

"L’introduzione su larga scala delle piante transgeniche rischia di facilitare lo sviluppodi resistenze sempre più efficaci, da parte dei batteri, agli antibiotici… Questo rischio è stato largamente ignorato dagli esperti. "

(Patrice Courvalin – Institut Pasteur)

Gli scienziati più attenti, temono che la resistenza agli antibiotici possa quindi passare dagli organismi GM ai batteri patogeni, tramite uno o più passaggi intermedi (4). Infatti, i geni per la resistenza agli antibiotici potrebbero passare dagli alimenti GM che mangiamo ai batteri innocui presenti nel nostro apparato digerente e da questi ad eventuali batteri patogeni che possono infettare l’organismo umano. Lo stesso fenomeno potrebbe succedere in animali d’allevamento o anche in natura.

Rischi ambientali:

Molto meno dubbi e se possibile anche più preoccupanti sono i rischi ambientali degli OGM. Essi, che riguardano perlopiù la questione della biodiversità non possono che destare molta preoccupazione.

Riduzione della Biodiversità: Ogni anno si estinguono almeno 30.000 specie viventi. L'introduzione di specie estranee all'ambiente è una delle maggiori cause di dissesto ecologico e riduzione della biodiversità, cioè della diversità delle specie viventi. Negli Stati Uniti il 42% delle specie a rischio di estinzione è minacciata a causa di una specie introdotta, con costi stimati per l'economia statunitense in oltre 114 milioni di euro l'anno. Potenzialmente, ogni organismo GM è una "nuova specie" introdotta nell’ecosistema e rischia di compromettere gli equilibri naturali del pianeta.

Anche un certo tipo di agricoltura ha le sue responsabilità nella perdita di biodiversità che caratterizza questo secolo: la diffusione delle monocolture è stato uno dei principali fattori della riduzione della biodiversità agricola, cioè del numero di varietà utilizzate per produrre cibo. Secondo la FAO, abbiamo perso il 75% delle varietà agricole che avevamo all'inizio di questo secolo.

"Nonostante le biotecnologie abbiano la capacità di creare un'ampia varietà di piante commerciali, la tendenza imposta dalle multinazionali è di creare un ampio mercato internazionale per un singolo prodotto, generando così le condizioni per una uniformità genetica nel panorama rurale".

(Miguel Altieri)

La "rivoluzione genetica" ripropone oggi gli stessi errori della "Rivoluzione Verde" che è stata una massiccia campagna condotta da governi e imprese per convincere gli agricoltori del Terzo Mondo a sostituire la moltitudine di specie coltivate dagli indigeni con un ridotto numero di varietà produttive che funzionano solo grazie ad un massiccio utilizzo di prodotti chimici.  Molte delle varietà indigene che gli agricoltori utilizzavano per i propri raccolti sono oramai perdute per sempre ma l'uniformità genetica porta alla vulnerabilità delle colture, poiché la pressione esercitata da parassiti, malattie e infestanti è maggiore nelle aree dov’è coltivata un'unica specie durante tutto l'anno. Una delle cause della carestia della patata irlandese del secolo scorso fu l'uniformità genetica: tutte le patate erano vulnerabili alla stessa malattia. Un sistema agricolo che presenta alta diversità genetica potrà fronteggiare meglio le sfide che provengono da parassiti, malattie o condizioni climatiche che tendono a colpire solo talune varietà.

Sulla biodiversità si basa la sopravvivenza di molte comunità rurali. Ad esempio, la comunità messicana degli indios Huastec ha una sofisticata forma di gestione delle foreste ove coltiva oltre 300 differenti piante in un mosaico di piccoli giardini, campi agricoli e appezzamenti forestali. E in un villaggio nel nord-est dell'India sono coltivate fino a 70 differenti varietà di riso. Nel Bengala Occidentale, 124 specie "infestanti", raccolte nei campi di riso, hanno importanza economica per i contadini.

Rischi sociali:

Per approfondire il tema dei rischi sociali, vorrei proporvi la visione di un documentario di Vandana Shiva nel quale si discute della realtà indiana che ha portato al suicidio di massa di migliaia di contadini (e a nuove strategie di lotta).

Se siamo stati abbastanza convincenti e pensate di voler approfondire questi temi e mettere la vostra faccia nella lotta che tenta di tenere i brevetti e le manipolazioni ingenieristiche fuori dai nostri piatti e dai nostri campi, invitiamo alla partecipazione all'incontro che si terrà a Vicenza il 26 aprile (di ritorno da San Marco) ai produttori e autoproduttori, ai movimenti e alle reti contadine per la costruzione di una campagna condivisa sugli Ogm .

http://www.globalproject.info/it/in_movimento/26-aprile-vicenza-appello-a-tutti-gli-organismi-genuinamente-mobilitati/16895

Per chi volesse ulteriormente approfondire questi temi consigliamo:

http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/il-bene-comune-della-terra-1/

e la visione del documentario di Nicola Agrisano su Genuino Clandestino, campagna di mobilitazione e rinnovamento dei contadini che sta portando avanti delle proposte molto innovative:

Genuino Clandestino from Nicola Angrisano on Vimeo.

Giovanni Masarà

 

Bibliografia:

J. A. Nordlee et al. (1996) Identification of a brazil-nut allergen in transgenic soybeans. The New England Journal of Medicine. Vol. 334: 688-692.

J.D. Williams (1998) Opinion – antibiotic resistence: have we got the right culprits? Newsletter of the International Society of Chemotherapy. Vol.2, num.4

F. Gebhard e K. Smalla (1998) Trasformation of Acinetobacter sp. Strain BD413 by Transgenic Sugar Beet DNA. Applied and Environmetal Microbiology Vol. 64, num. 4

P. Courvalin (1998) Plantes Transgeniques et antibiotiques . La Recherce, n. 309 pag 36-40.

British Medical Association – Board of Science and Education. The Impact of Genetic Modification on Agriculture, Food and Health. Interim Statement, May 1999.

Myers N. (1993) Biodiversity and the precautionary principle, Ambio 22 (2-3), 74-79.

USDA Press release, 3 Febbraio 1999

Pimentel, Lach, Zuniga, morrison, Environmental and economic Costs Associated with Non-indigenous species in the United states", Cornell University, College of Agriculture and Life Sciences http://www.news.cornell.edu/releases/Jan99/species_costs.html

FAO (1998) Crop Genetic Resources, In: Special: Biodiversity for food and agriculture, Roma.

Altieri M., The Environmental Risk of Transgenic Crops: an Agroecological Assessment, department of Environmental Science, Policy and Management, University of California, Berkeley. www.pmac.net/miguel.htm

Tripp R. (1996) Biodiversity and Modern Crop Varieties: sharpening the debate. Agriculture and Human Values 13:48-62

The Corner House, Oct. 1998, Briefing 10: Genetic Engineering and World Hunger.

Alexandratos N. (1988) World Agriculture: Toward 2000 An FAO Study, FAO/Belhaven, Roma e Londra

Baker. E.F.I. and Yusuf Y., Mixed cropping research at the Institute for Agricultural Research, samaru, Nigeria" in Monyo, J.H., Ker, A.D.R. and Cambell, M., (eds), Intercopping in semi-arid areas, International development Research centre, Ottawa, 1976, cited in Richards P., Indigenous Agricultural Revolution, London, 1985, p.66.

RAFI (1995) The potato blight is back, Seedling http://www.grain.org/publications/oct95/oct952.htm

Panos (1998) Greed or need? Genetically modified crops. Panos media briefing No.30.

Shiva V., "Monocultures, Monopolies, Myths and Masculinisation of Agriculture", Aisling Quarterly.

 

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Tanko? No Grandi Navi

Tanki? I veri assalitori di Venezia sono le grandi navi.

Qual'è il vero nemico di Venezia? Un tanko che procede a 1km/h o navi mastodontiche che ogni giorno minacciano la città?

Sono grandi, larghe e minacciose e non sono le ruote cingolate del “Tanko”. Sono le navi da crociera che ogni giorno, dal 18 marzo 2014, hanno ricominciato a passare nel bacino di San Marco. Poco importa che i danni che questi giganti del mare affliggono alla città lagunare siano chiari e sotto gli occhi di tutti: dai problemi di sicurezza a quelli dell'inquinamento (ambientale e visivo) passando per i danni causati dalle onde di superficie e il “dislocamento”. Problemi da molto tempo denunciati dal Comitato No Grandi Navi.

Primo giorno e prima nave che attraversa bacino di San Marco dopo sei mesi di chiusura, e arriva l'incidente. Una nave da crociera MSC, 137'936 tonnellate di stazza lorda, entra, nella sua “normalità”, nella laguna veneta. Dopo aver sorpassato il bacino, all'arrivo alla stazione marittima, il mostro marino compie una manovra sbagliata che lo porta a schiantarsi contro uno dei corridoi passeggeri (i cosiddetti “finger”).

In un Veneto scosso dagli arresti indipendentisti, dove un Tanko è costato la libertà a 24 venetisti, ci chiediamo quale sia l'arma potenzialmente più dannosa per Venezia: una ruspa adibita a “panzer” o una nave di 330 metri di lunghezza e 37 di larghezza?

Non è allarmismo, è rischio calcolabile. Non ci è dato infatti sapere cosa sarebbe successo se tale errore di manovra fosse avvenuto nel bacino di San Marco. Ciò di cui siamo certo è che la battaglia contro le grandi navi non può che inscriversi nelle lotte che una sinistra indipendentista deve intraprendere. La solidarietà e l'appoggio di Sanca va a tutti i movimenti che da anni combattono questo sfregio a Venezia, nella speranza di poterci unire attivamente in questa battaglia.

Stefano Zambon

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"CHIUNQUE GRIDERA' VIVA SAN MARCO...SARA' PUNITO DI PENA DI MORTE"

Questa sera in Piazza San Marco c'è un nutrito gruppo di forze dell'ordine, poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa, a presidio dell'ordine costituito ... chissà quale ciclone di violenza si aspettino arrivi.

La violenza NON è mai una azione giustificata, ma temiamo che i 24 arresti di questa mattina siano in realtà più politico-repressivi che di reale sostanza eversiva. All'indomani dall'approvazione della PDL 342 e del terremoto mediatico del referendum on-line la procura di Brescia, con un tempismo surreale ha diramato la voce dello Stato: gli ideali Indipendentisti NON sono tollerati, la ricerca della Libertà non è permessa e la decisione di agire contro chi lotta per i propri e altrui diritti ci da un chiaro segnale del livello di democrazia che vige in Italia, se mai ce ne fosse stata la necessità di riprova.

Pochi giorni fa lo stato ha acquistato senza battere ciglio degli F35 dal costo spropositato - di cui non abbiamo nessun bisogno. Oggi sappiamo che temevano il Tanko dei Serenissimi ... probabilmente abbiamo sfiorato un bombardamento preventivo di Casale di Scodosia.

Il nostro sostegno va a tutti gli arrestati, almeno finché non verrà provata la loro estrema pericolosità, a Franco Rocchetta (ex-Liga, ma anche ex-PCI) e a Riccardo Lovato di Unità Popolare Veneta in particolare. Finché verrete perseguitati per le vostre idee avrete il nostro sostegno.

Concludiamo con un commento di un nostro amico, esterno a Sanca Veneta, ma abbastanza vicino a riprova che le idee sono trasversali: Tre anni di indagini, intercettazioni, filmati clandestini, utilizzo di uomini e mezzi, dispendio di risorse economiche, pedinamenti, per arrivare a sequestrare un trattore ... che stima posso avere delle istituzioni?"

Come si sul dire ... EPIC FAIL.

P.S. Sappiamo che tanti non si riconoscono negli ideali Indipendentisti ... è, tutto sommato, normale ... ma vi vorremmo mettere in guardia, non da noi, beninteso, siamo pacifici ... forse un po' troppo calorosi nei confronti di ciò che vediamo in pericolo e vorremmo proteggere :) ... ma i prossimi idealisti messi nel mirino, da uno stato che non tutela i cittadini, potreste essere voi ...  

P.P.S. Qui sotto trovate la trascrizione del primo divieto di schierarsi a fianco del Veneto, a fianco della Serenissima e a fianco della propria Identità ... era il 1797, lo stesso anno in cui cadeva la nostra prima Repubblica ... è passato tanto tempo, ma questo divieto, edulcorato, vige ancora!

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Veneto Verde Canapa

 ...Marghera sensa fabriche saria piu' sana
'na jungla de panoce pomodori e marijuana...

Nel 1991 i Pitura Freska invocavano, con la loro celebre canzone Marghera, la riconversione agricola del porto industriale di Venezia, la chiusura delle fabbriche iperinquinanti lì presenti ed evocavano scenari di riscatto ambientale e di legalizzazione della cannabis; ventidue anni dopo si può dire che è stata percorsa molta strada. Dopo un brevissimo racconto relativo alla coltivazione della cannabis sativa in Veneto ci concentreremo sui provvedimenti adottati in tema canapa qui da noi e sulla piccola guerra tra governo veneto e italiano.

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Lettera Aperta alla Sinistra Veneta

Esiste davvero una Questione Veneta?

Il principale pensiero di Mussolini, era la costante preoccupazione che chi si contrapponeva alle sue idee di ordinamento, fosse messo nell'impossibilità di accedere agli strumenti democratici o, quand'anche vi fosse riuscito, che non fosse in grado di utilizzarli. Semplice ed efficace metodo per salvaguardare i propri interessi a scapito del popolo.

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Italia-Veneto. Approccio Spagnolo o Britannico?

Quale modello sceglierà il governo italiano?

Non è ancora nei notiziari italiani, ma presto lo sarà. La questione dell'indipendentismo sarà calda nei prossimi mesi, sopratutto dopo la consultazione promossa da plebiscito.eu per l'indipendenza ( non atta però a sancirla legalmente)

 Ogni Stato ha un suo approccio alla questione indipendentismo. Due Stati in particolare hanno dimostrato due diversi approcci: la Spagna con la questione Catalana e il Regno Unito con la Scozia.

Il primo un rigido e perentorio rifiuto ad ogni tipo di consultazione, il secondo dialogante e pragmatico nel voler dare voce ai cittadini. Tanto dialogante, che già nell'ottobre 2012 David Cameron ha fissato la data per il tanto atteso referendum sull'indipendenza scozzese.

Intanto in Veneto l'indipendentismo dilaga. Tra i giovani cresce una coscienza indipendentista. I sondaggi si gonfiano dando al Veneto un dirompente 65% di “sì” ad un ipotetico referendum.

L'italia mediti, quale sarà il suo approccio davanti alla volontà veneta di autodeterminazioneModello britannico o spagnolo?

Stefano Zambon

 

References:

https://www.plebiscito.eu/public/home/indexgen

http://rt.com/news/catalonia-independence-referendum-sovereignty-965/

http://www.bbc.co.uk/news/uk-scotland-scotland-politics-19942638

http://www.sancaveneta.org/wp-content/uploads/2014/03/Indipendenza_Ixé.pdf

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Dal Verde al Nero

Alcuni giorni fa Giovanni Furlanetto, consigliere regionale ex-leghista passato nelle fila del gruppo misto, affermava:

“La raccolta firme pro indipendenza in programma per questo fine settimana è una presa in giro nei confronti del popolo Veneto, visto che non servirà a nulla. Se la Lega vuole veramente l’Indipendenza faccia pressioni nelle sedi opportune affinché, al più presto, si porti in Consiglio regionale, per il voto finale, la Proposta di legge 342/2013 con la quale si indice il referendum per l’indipendenza”.

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Cao de l'Ano

El Cao de l'Ano Veneto - Bon dì e bon Ano.

La parola calendario deriva dal latino “calendarium”, un registro dove venivano iscritti i pagamenti degli interessi o la restituzione dei capitali dei prestiti, che di solito si effettuava il primo giorno dei mesi dei romani, le "calende".

Se guardiamo all'indietro, sono stati molti i calendari e i capodanni che i popoli hanno adottato: per i greci incominciava la seconda metà di luglio; per il calendario lunare dei cinesi si festeggia fra il 21 di gennaio e il 19 I febbraio e in mesopotamia, per fare qualche altro esempio, l'anno cominciava con il plenilunio i primavera.

Il capodanno della Serenissima Repubblica Veneta si celebrava invece il primo di marzo.

Questa data è antica: pare infatti che fosse un vecchio capodanno europeo e anche l'inizio dell'anno religioso nell'antica Roma, che l'ha abbandonato nel 153 a.c. Il More Vèneto del 1° di marzo trovò la sua fortuna nell'area veneta a partire dai primi decenni dopo l'anno 1000, quando inizia a diffondersi rapidamente anche l'uso di datare i documenti secondo lo “stile veneto" e questo fino all'invasione francese del 1797. Accanto alle date appariva la dicitura "more veneto" per i periodi compresi tra i mesi di gennaio e febbraio che, secondo il calendario veneto, appartengono ancora all'anno precedente.

In tutto il Veneto i riti ed i festeggiamenti del capodanno veneto assumono molti diversi nomi e sono celebrati in modi differenti. “Bati marso”, “El batar marso” o “Ciamar marso” sono i termini più diffusi ed indicano il rito compiuto dai ragazzini, per sei sere attorno a capodanno, di correre per il paese battendo violentemente bussolotti, lamiere, pentole e coperchi. El “Bruxamarso”, “Piroea” o “El vivò marso” è un rito diffuso un po’ dappertutto ma trova la sua apoteosi nella pedemontana dove dopo il tramonto i fuochi ornano i crinali delle montagne creando uno scenario spettacolare. “El cantar marso” invece indicava le canzoni o i motivetti che si cantavano attorno al fuoco oppure andando a “batter marso”.

Era consuetudine, fino all'invasione napoleonica del 1797, che le persone si facessero gli auguri di buon anno fino al nono giorno dopo il capodanno. La Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza apparve il 9 marzo 1510 (in piena guerra di Cambray con la Venetia devastata da eserciti tedeschi, francesi e spagnoli) al contadino Giovanni Cigana salutando con le parole “Bon dì e bon ano!". I miracoli che accaddero nei giorni seguenti nei pressi del capitello dove apparve la madonna, convinsero il vescovo ed i fedeli a costruire una chiesa al nello stesso posto. La chiesa custodisce ancora oggi i documenti originali in latino con le testimonianze riportate rigorosamente in veneto dei saluti della madonna "Bon dì e bon Ano".

Massimiliano Binotto

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Pian col Fajan!!!

Chi bolla le istanze indipendentiste come populistefilo leghiste (e daghela ...) o ancor peggio pericolose o antistoriche, non gode del nostro sostegno ... e questo è chiaro, altrimenti non saremmo qui a scrostare le penne delle ali del leone - Bersani docet.

Tuttavia alcune delle basi sulle quali la nostra civiltà (intesa come senso civico) è costruita, ci impongono di accettare che individui diversi abbiano idee diverse e contrastanti. Sta al confronto tra le parti spiegarsi al meglio e creare il consenso per far passare una o l'altra corrente.

Il consigliere che osteggia la proposta di legge 342, commette un atto antidemocratico, nel senso che nega il diritto di un popolo all'autodeterminazione e si scorda del diritto internazionale che, tutelando i diritti dei popoli, sovrasta il diritto degli stati ove esistano istanze indipendentiste. Ciò non di meno chiunque argomenti le proprie idee in modo civile ha diritto di farlo. Va rispettato e, se possibile, convinto della bontà e della alta democraticità che è insita nel lasciare che la gente decida per se direttamente.

L'intervento del consigliere Marotta è per altro piuttosto vecchio, ma ci urgeva rispolverare il tema per confrontarci, e richiamarvi al confronto, con le risposte che ancora rimbalzano alle dichiarazioni pre e post voto (mai realmente avvenuto) per l'indizione del referendum.

I maggiori guai dell'universo Venetista - qui in Sanca non abbiamo paura di dirci venetisti ... almeno finché elettricista, linguista o catalanista non saranno considerati termini inappropriati per rispettabili cittadini ;) - sono proprio alcuni modi e alcuni metodi ... co le parolasse e il muro contro muro il prodotto finale è zero nuovi indipendentisti, anzi, la fuga dei possibili.

Ci vuol più tempo (ma meno sforzo) a ingiuriare o inveire  sui social network, piuttosto che articolare un solo pensiero di confutazione. Basterebbe poco ... invece l'indipendentismo è spesso preda di intolleranza, incomprensione e maleducazione.

Rilassatevi, non c'è nulla da perdere nel far le cose per bene e Pian col Fajan che la polenta xe poca!!!

Matteo Visonà Dalla Pozza

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